Per i lavori di seguito illustrati ho utilizzato:
- per le lame, acciaio MA5M, che un volta temprato raggiunge un durezza di 54-56 gradi Rockwell (Hrc),
- per i manici, diversi tipi di legni, tutti stabilizzati, quali: cocobolo, micarte e dymonwood nei vari colori, legno di rosa, radiche varie, legno serpente, madreperla, e corni vari, montone, bufalo, bovino, ecc.
- le viterie sono tutte in acciaio Inox
- per i pernetti utilizzo titanio (che se anodizzato può assumere colorazioni variabili dal giallo intenso al blu indaco), ottone, alpacca, inox.

Tutti i pezzi sono da me creati a mano a partire dal disegno, che abbozzo su carta per rendermi conto delle proporzioni e delle forme che otterrò.
Ne ricavo quindi una "dima" in compensato (che utilizzo anche per le forme successive) che mi serve per tracciare la sagoma sull'acciaio: su di essa, con il trapano eseguo dei fori lungo il profilo e poi la passo alla mola per eliminare la parte di materiale in eccesso; di seguito comincio ad asportare il materiale dove sarà creata la lama, partendo con nastri di carta smeriglio grana 60 (per sgrossare) fino ad arrivare gradualmente alla grana 600. Realizzo infine i fori per la guancette o per l'alleggerimento del manico (se opportuno) e poi mando a temprare con procedimento sottovuoto presso aziende specializzate.
A tempra avvenuta procedo con le ultime passate di mola e proseguo l'operazione di levigatura a mano con carta smeriglio 600-800-1000-1200-1500. Così facendo spariscono tutte le righe create dalle carte precedenti, anche se dipende molto da quale effetto si vuol dare alla lama.
Non sempre preferisco portare a specchio le lame, a volte le passo su una piccola levigatrice con carta di grana 80 o 100, oppure le tratto con nastri particolari. A questo punto procedo ad una prima lucidatura (per rendermi conto dell'effetto) tramite un disco di feltro sul quale passo una pasta lucidante per acciaio inox.
Procedo poi alla realizzazione del manico cercando di creare forme più o meno regolari, lavorando prima di lima, per sgrossare, e poi di carta smeriglio sempre più fine. Anche per i manici procedo alla lucidatura, ma con una pasta specifica.
Assemblo il tutto provvisoriamente per controllare che tutto quadri. Lo smonto per gli ultimi ritocchi e lo riassemblo in maniera definitiva con colla bicomponente, se necessario.
Alla fine effettuo l'ultimo passaggio per la realizzazione del coltello e quindi procedo alla affilatura della lama.
In linea generale, quello che cerco di fare è di creare un coltello che sia il più smontabile possibile.
Artigianalmente creo anche le custodie, o meglio, delle scatoline in legno ove riporre i manufatti, perché ritengo che un coltello sia bello da utilizzare, ma anche bello da mostrare in una vetrinetta o su di una scrivania.
"La fibbia" è un altro prodotto che mi dà molta soddisfazione e che mi piace molto: si tratta di un temperino sempre a portata di mano (è inserito nella fibbia della cintura dei pantaloni) e può risolvere, a mio avviso, molte situazioni durante la giornata, quali ad esempio dover sbucciare un frutto, aprire una scatola, affilare una matita, aprire una busta, e quant'altro ancora si possa immaginare.
Con gli scarti delle lavorazioni creo anche piccoli ciondoli che piacciono molto alla moglie e agli amici.

PROCEDURE E MATERIALI