Paolo Molari, coltellinaio per hobby, nato a Mantova il 04/08/1965, Volpianese (TO) di adozione dal 1970.
I coltelli mi hanno sempre affascinato e sin da piccolo hanno catturato la mia attenzione in quanto, più che un'arma, li ho sempre considerati "Oggetti Taglienti".
Quando di nascosto riuscivo a comprarmi un temperino (si sa che i genitori, e soprattutto a quell'età, vedono tali oggetti come molto pericolosi) ne ero felice al solo pensiero di averlo in tasca, in continuazione lo aprivo e lo chiudevo solo per il piacere di fare quel semplice e cerimonioso "gesto", averlo sempre affilato era come indossare un bel vestito. Ogni volta che passavo davanti alle vetrine di Caccia e Pesca mi soffermavo ad ammirare i numerosi coltelli esposti.
Devo ammettere che la manualità è sempre stata una mia caratteristica, mi è sempre piaciuto creare "qualcosa" con le mie mani. A 17 anni lavoravo in un'officina di carpenteria in ferro e nei momenti di tranquillità mi piaceva creare oggetti con pezzi di ritaglio inutilizzati.
Un giorno del 1997, andando a trovare l'amico Bruno Cristetti (che anche lui in manualità non scherza), vidi la sua vetrina dei coltelli e chiesi dove li avesse presi. "Li ho fatti io" mi rispose. Stentavo a crederci, ho sempre pensato che tali oggetti fossero opera solo di macchinari particolari e non immaginavo proprio che li si potessero realizzare anche a mano: erano bellissimi.
Mi feci così dire quali attrezzature avesse dovuto utilizzare ed acquistare: scoprii che non c'era niente di così tecnologico.
Nei giorni seguenti mi procurai un motore di lavatrice e mi costruii una cartatrice. Il resto delle attrezzature, normale amministrazione: lime, carta vetro nelle varie grane, feltro per lucidare, seghetti vari, un piccolo trapano a colonna, e soprattutto tanto, anzi tantissimo "olio di gomito". Per i materiali mi rivolsi alla FAPA di Milano, dove trovai gli acciai adatti e la disponibilità, nonchè l'incoraggiamento, di Vincenzo Gofredo.
Da allora nel tempo libero provai a realizzare le lame per poi completarle con guancette nei vari materiali. Visto il risultato non malvagio e la compiacenza degli amici cercai di dedicare più impegno nelle varie lavorazioni. Purtroppo, per fare ciò, non ho molto tempo a disposizione, così i pezzi che creo nell'arco di un anno sono sempre molto limitati, ma forse è proprio per questo che continuo ad avere la passione e la voglia di creare un "oggetto tagliente" sempre diverso.